venerdì 5 dicembre 2008

INTERVISTA TOSTA:SERGIO BONIFORTI

INTERVISTA TOSTA A SERGIO BONIFORTI


Intervista a Sergio Boniforti

Nato il: 28.01.1970
A: Bergamo
attività svolta nel basket: ALLENATORE DELLA SERIANA BASKET
Attività nella vita di tutti i giorni: Preparo gli allenamenti presso gli uffici tecnici della Provincia di Bergamo.

Attività giocata:
Inizio nell’Alpe a 11 anni, poi a 15 anni al Nosari, un anno juniores a Treviglio e finisco ancora con il Nosari nel frattempo trasferitosi a Seriate.
Come prima squadra appunto Nosari/Seriate, poi Nembro (primo acquisto della loro storia…e me lo rinfacciano ancora), quindi Albino per metà stagione (ma con salvezza miracolosa) Dalmine, ancora Nembro, Azzanese.

Squadra del cuore di calcio: Atalanta, anche se ultimamente seguo molto poco il calcio
Squadra del cuore di basket: Scavolini (senza Myers)
La cosa che ti piace nel basket : La visione di gioco, i passaggi fantasiosi e le penetrazioni a difesa schierata
La cosa che ti piace di più dell’Albino Basket : Lo spirito di squadra e il frequentarsi anche fuori dal campo, il Bordo in panchina, lo Zio in tribuna, il cugino al tavolo, e…i tabelloni


Giocatore di basket preferito: Dr J
Allenatore di basket preferito: Franchino Rivoltella e Dan Peterson




Un film: Animal House
Un libro: La trilogia sulla Fondazione di Isaac Asimov



Un disco: “Lysergic Emanation” the Fuzztones

Un cocktail: Americano



Donna famosa preferita: Sullo schermo Nicole Kidman dal vivo la Teresa



Innanzitutto ciao e ben arrivato: ciao e grazie a Voi

Cominciamo l’intervista con ciò per cui sarai più ricordato nella tua carriera di giocatore , cioè le bombe a tabella contro l’Olimpia Albino Basket;quante sono state e un tuo commento :

Sinceramente non ricordo quanto sono state ma chiedete al Malte che mi marcava, lui sicuramente se le ricorda tutte. Un mio commento? Culo, tanto culo e ovviamente la parabolona, quella è il vero marchio di fabbrica.

Quando hai cominciato a giocare a basket ? Quali le stagioni che ricordi con più piacere edonistico e quali con più piacere agonistico ?:

A 11 anni nell’Alpe allora SAV con allenatori Filippini e Fattori.
Sicuramente le stagioni più divertenti sono state gli ultimi anni a Seriate, primo perché avevamo 20 anni, e secondo perchè il venerdì era una giornata veramente intensa con partita poi pizza e infine Motion o Daho per chiudere in bellezza. Bei tempi!
La stagione agonistica più intensa è stata invece a Nembro l’anno di promozione in cui c’era l’Ombriano. Imbattutti in casa, imbattuti l’intero girone di ritorno e vincitori contro Ombriano 111 a 101 senza supplementari al Palateresa. Allora il campo di Nembro era più piccolo di adesso e chiedete al Tino cosa vuol dire superare metà campo e vedersi la 3-2 con davanti Venturini, Della Noce, Scaranzin che, con le braccia aperte, si toccavano da riga a riga. L’unico pensiero che veniva in mente era “…e adesso come cazzo faccio ad andare di là”. Eppure abbiamo vinto ed è stata la più bella partita a cui abbia mai partecipato.
Comunque anche i dopo partita del Nembro di allora al Gimbo non erano per niente male!

Quale è stato il canestro più importante della tua “carriera”cestistica e quale l’errore che ancora non ti perdoni ? :

Pur non avendo nemmeno mai preso in considerazione in 25 anni l’idea di passare la palla per l’ultimo tiro, devo dire che di canestri risolutori non ne ho fatti molti (quindi le partite punto a punto le ho quasi sempre perse). Ricordo negli ultimi anni ad Azzano però un coast to coast vincente contro i giovani nazionali del Torre allenati dal Pier ed un canestro da fuori che ci ha portato al supplementare (poi vinto) a Sarnico, tiro ovviamente a tabella.
Da giocatore non mi perdono ad Arcore di non avere preso il ferro (mirato) su un libero a +1 con 3’’. Rimessa avversaria canestro da metà campo.Da allenatore invece, il che è ancora più scottante, l’anno scorso aver chiamato fallo a 5’’ dalla fine sempre +1 nel derby contro Bluorobica. Piccolo particolare eravamo in bonus. 1su 2, supplementari, perso. Altro piccolo particolare poteva essere la nostra unica vittoria dell’intero campionato.



Era cosi bello giocare col Duca che lo hai scelto anche come cognato ?:

Giocare con il DUCA oltre che bello era anche facile. Bastava prendere l’apertura lanciarla a occhi chiusi oltre la metà campo e lui la prendeva sempre prima degli altri e faceva due punti facili.
Siamo cognati solo perché in Italia non sono passati i DICO per coppie maschili.

Escludendo ovviamente il Duca quale il quintetto più forte con cui hai giocato ?:

Grazie per la premessa che mi salva da un grave impiccio.
Escludendo quindi il play, Guido Boschi, Larry Larricchiuta, Maurizio Lorenzi, Cristian Masper.

Ed il quintetto invece più divertente e perché ?:
Ovviamente tutta la squadra vincitrice del torneo di Azzano: Dodo, Bordo, Basco, Zio, Bissola, il Duca, Zizzi Galizzi, con coach Truffa Oneto; con la quale dopo i festeggiamenti alla cascina Fuì e al Caribe abbiamo rischiato di essere portati in questura da una volante, quel giorno veramente molto ma molto generosa.

Sei passato dallo status di giocatore a quello di allenatore .
Allenando i ragazzini che differenze trovi con le vecchie generazioni in termini di apprendimento e motivazioni ?:

Le differenze di generazione sono sempre discorsi complicati. Di sicuro i ragazzi oggi sono più serviti e quindi meno autonomi in generale (vengono aiutati a fare i compiti, vengono portati in macchina a scuola ed in palestra, ecc) e di conseguenza sono anche meno autonomi e con meno personalità ed iniziativa in campo.

La pallacanestro ti sembra cambiata da quando facevi tu le giovanili ?:

La differenza principale è che quando ho iniziato non c’era il tiro da tre (introdotto nella stagione 1983/84) quindi si lavorava molto sul palleggio e le penetrazioni, il tiro da fuori veniva insegnato dai cadetti in poi 14/15 anni.Oggi già dagli esordienti ci si allena molto anche nel tiro pesante, ma per contro si è persa la capacità di penetrazione, di controllo del corpo sulle penetrazioni, e dell’uso del tabellone.



Andiamo decisamente su argomenti seri. Hai ultimato il corso allenatori a Bormio, dopo due settimane di corso. Come hai fatto a sopportare il Maltecca per quindici giorni ? :
Be facile, in sauna quando superava il limite gli ricordavo le bombe a tabella e lui, probabilmente sentendo ancora nelle orecchie le urla del Fantomas, si rattristiva e se ne stava quieto quieto a mettere acqua sulle pietre ardenti. A tavola invece era ancora più semplice e bastava riempirgli il piatto per fargli passare tutte le incazzature della giornata. Comunque superato il primo impatto psyco, il Malte è un ragazzo ok.


Da allenatore , se potessi scegliere tre caratteristiche tecniche o atletiche di tre giocatori dell’Olimpia Albino per creare un prototipo di giocatore per la tua squadra giovanile chi sceglieresti e perché ?:

La velocità dell’Ale, la tenacia difensiva del Jack e la pazienza (che hanno gli altri) dell’Armandi

Ora parliamo col Boniforti tuttologo. Cosa ne pensi di un progetto unito e compatto di una Val Seriana che collabori per il meglio per il settore giovanile locale.In parole povere secondo te una SerianaBasket da Alzano a Clusone è realizzabile ?:

Sicuramente è l’obiettivo a lunga scadenza per mantenere gruppi omogenei e di alto livello nonchè necessario per la sopravvivenza di piccole società (lo stesso Clusone è obbligato a collaborare con Costa Volpino). Nel breve però l’obiettivo per me più importante è tornare a collaborare con l’Albino/Desenzanese. Un progetto chiamato Seriana non può prescindere dal capoluogo della bassa valle. Unendo Nembro, Alzano e Villa ad Albino si otterrebbe un bacino di 50/60.000 abitanti, quasi una città. Però loro hanno preferito collaborare con Trescore Balneario!!! Forse pensavano che ci fosse il mare.

Parliamo col Sergio collezionista. Il Duca ha cosi dichiarato nella sua intervista: “mio cognato Boniforti. Uno scandalo, penso abbia ancora una vostra maglia…”Quante maglie hai di squadre diverse? qualche aneddoto ? :

Certo che ho una vostra maglia, anzi due, una gialla Fassi da partita ed una solo gialla da allenamento. La mia regola è sempre stata: “dimentichi una maglia in palestra…peggio per te” per questo penso di avere tutte le maglie delle squadre provinciali e non solo.La più bella ovviamente è la n. 9 Scavolini che ho sempre detto essere quella di Darren Daye. In realtà mi è stata data da uno juniores della scavolini, il giocatore più simpatico mai apparso su un campo di basket: Matteo “Grana” Granarelli, per una double face Nosari di lana spessa tipo coperta militare.


Hai visto sicuramente che sul nostro blog spesso vengono effettuate delle caricature , per caso ne hai da proporre su te stesso ?

Se avete una mia foto dopo il mare e la mettete su quella sopra del Darren penso che potrei fare un bel poster per la camerette delle mie bimbe.
Un saluto a : all’unico capitano Gigi Bordoni ed al Tino, avrei fatto molto meglio a farli fare a loro gli ultimi tiri.

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